Congresso cefalee: nessuna emicrania da videogiochi, internet e telefonini
  • Gio, 28/05/2015 - 12:24

Differentemente da quanto si credeva, fra gli stili di vita capaci di favorire l’insorgenza di mal di testa nei giovani non figurano l’uso di video-games o di media digitali: secondo una ricerca del gruppo di Roberto Sangermani del Dip.di Pediatria/Neonatologia dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano presentata al congresso di Stresa sul mal di testa, i ragazzi che continuano a chattare su internet o a scambiarsi messaggini sul telefonino non rischiano di diventare emicranici.  I fattori di rischio per l’insorgenza di emicrania sono invece altri, con specifici periodi di particolare vulnerabilità: l’abitudine al fumo (soprattutto fra 12 e 18 anni), l’eccessivo consumo di alcolici e caffé (fra 13 e 19),  il sovrappeso (fra 12 e 18) e la poca attività fisica (fra 12 e 19).

PSICHE Ci sono poi fattori psicosociali altrettanto importanti: disporre di poco tempo libero (fra 8 e 15 anni), avere poco tempo per svolgere attività piacevoli  (fra 11 e 15), ricevere poche soddisfazioni dalla vita e vivere esperienze personali negative (fra 12 e 13), subire episodi di bullismo, sia raramente che spesso, e essere trattati male dagli insegnanti (fra 11 e 15).

FAMIGLIA Anche il rapporto con la famiglia è irto di rischi e fra i principali troviamo il dover fronteggiare eccessive apettative genitoriali (soprattutto fra 12 e 13 anni), subire conflitti familiari (fra 8 e 15), fino alla separazione dei genitori (da 13 a 15).

TERAPIA Nel trattare il mal di testa del giovane occorre sempre considerare questi complessi rapporti bio-psico-sociali che s’intecciano anche con due peculiarità che l’adulto non ha: la spiccata risposta all’effetto placebo che complica la gestione della terapia e la minor durata degli attacchi dolorosi dell’adolescente.

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