ComuniKare, il primo corso sulla giusta comunicazione in medicina
  • Gio, 07/02/2019 - 17:54

La malattia arriva e rovescia le vite. Le ribalta e manda per aria rapporti, relazioni, certezze. Il cancro è un'esperienza che sconvolge il paziente e i suoi familiari. Di fronte alla diagnosi che arriva come un macigno la prima reazione all'interno della famiglia è lo choc: del paziente, di chi si prende cura di lui, di chi gli sta vicino, del familiare. La prima cosa che si spezza, si interrompe, come un vero blackout è la comunicazione: tra medico e paziente e ancora di più tra chi riceve la diagnosi e parenti, familiari, amici.

Dal percorso di Fattore K, Sardegna medicina e Gruppo abbracciamo un sogno hanno deciso di rispondere alle esigenze di operatori e pazienti e organizzare ComuniKare, il primo corso sulla giusta comunicazione in medicina. Il corso, patrocinato da Aiom, mira a fornire a medici e infermieri tutti gli strumenti per aprire un canale di comunicazione positivo e proficuo all'interno dell'alleanza terapeutica tra operatori sanitari e pazienti. Due fine settimana per due moduli di formazione molto particolari all'ospedale Oncologico Businco di Cagliari: oltre alle lezioni frontali ci saranno le simulazioni con con le pazienti del gruppo Abbracciamo un sogno: da venerdì 8 a domenica 10 febbraio 2019 e da venerdì 22 a domenica 24 marzo 2019. Il corso è finanziato integralmente con i fondi della Solo Women Run. 

"Quando i sogni si realizzano c’è sempre un senso di inquietudine nel profondo, non si sa mai che davvero corrispondano al desiderio che li ha generati non si sa se chi ha accolto trovi davvero quello che immaginava in questo incontro", afferma Maria Dolores Palmas, ideatrice del progetto insieme a Sardegna medicina. "Sono felice che il sogno, nato grazie all’incontro con Sardegna Medicina, dentro la meravigliosa creatura che è Fattore K, grazie all’ascolto di chi il tempo della malattia e della cura lo ha vissuto e lo vive in prima persona,  anche se in misura ridotta e “aggiustata”, si stia realizzando. La comunicazione, la buona comunicazione, è un aspetto fondamentale del mio “lavoro” ma soprattutto è un aspetto fondamentale di ogni presa in carico in ambito sanitario, in un luogo, l’ospedale, dove la persona umana vive la fragilità del suo essere umano e la paura di non saper trovare i giusti percorsi che gli permettano di rispondere in modo adeguato al proprio bisogno di salute e di vita libera da malattia".

 

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