Comitato Nazionale contro la Meningite: le altre Regioni seguano l’esempio della Puglia
  • Mer, 25/06/2014 - 13:26

Amelia Vitiello

Presidente Comitato Nazionale contro la Meningite

 

Vaccino contro il meningococco B: un’offerta di vita.

Ora le altre Regioni seguano l’esempio della Puglia

 

Il Comitato Nazionale contro la Meningite è il primo gruppo in Italia impegnato nel rappresentare i bisogni e i diritti delle persone colpite da meningite e dei loro familiari; che significato ha per voi l'inserimento del vaccino contro la meningite meningococcica B nel Calendario vaccinale regionale da parte della Puglia, prima regione in Italia con la Basilicata?

Si tratta di un traguardo fondamentale per la salute di tutti e di un ottimo esempio per le altre Regioni italiane. Il Comitato è stato costituito da genitori, come me e come del resto tutti gli altri membri del Consiglio direttivo, che hanno perduto un figlio a causa di questa malattia. Genitori che hanno superato il dolore decidendo di non arrendersi a questa patologia e alla perdita subita e che provano insieme a incanalare la sofferenza in uno sforzo comune per cercare di sconfiggere questo male che colpisce soprattutto, ma non soltanto, i bambini indifesi. Per me, come per gli altri membri del Comitato, questa notizia ha un significato ancora più profondo: nel 2007 la profilassi antimeningococco B non c’era ancora e io ho perso mia figlia.

 

Il vaccino contro il meningococco B va a completare la copertura vaccinale per tutti i sierogruppi della meningite meningococcica: possiamo dire che si avvicina l’obiettivo di assicurare alle generazioni future un mondo libero dalla meningite?

Da anni il Comitato promuove la lotta alla meningite e la cultura della sua prevenzione. Per salvare le vite umane bisogna giocare d’anticipo; siamo certi che con l’arrivo del nuovo vaccino contro il meningococco B e una massiccia campagna di vaccinazione, soprattutto tra i più piccoli, sarà possibile raggiungere il grande obiettivo "0 casi" di meningite. È fondamentale, però, che le Istituzioni si impegnino per rendere il vaccino disponibile a tutti: è inaccettabile pensare che le vite de bambini possano dipendere dall’inerzia delle Istituzioni. Ci auspichiamo perciò che le altre Regioni seguano quanto prima l'esempio virtuoso della Puglia.

 

Uno degli obiettivi del Comitato è quello di favorire una maggiore conoscenza intorno a questa patologia: perché avere informazioni chiare e corrette può essere decisivo per la salute dei propri figli o di se stessi?

L’informazione chiara e corretta rende la scelta consapevole. Quindi è uno strumento imprescindibile. L’utente/paziente deve conoscere i rischi di mortalità e di esiti devastanti e permanenti che sono connessi con la meningite B; deve essere consapevole della frequenza di questa malattia, molto più elevata di quanto si creda anche nei paesi occidentali; deve essere certo che il vaccino funzioni e che gli eventuali effetti collaterali siano pari a quelli di qualunque altra profilassi vaccinale di routine. La meningite B è un nemico rapido e subdolo: la sepsi è rapida e anche la migliore terapia spesso non evita sequele devastanti, come l’amputazione, o la paralisi cerebrale. Non occorre molto sforzo per immaginare la qualità di vita di un bambino colpito e della sua famiglia. Ecco perché l’informazione va diffusa il più capillarmente possibile.

 

Cosa vorreste dire alle persone che non perdono occasione per criticare i vaccini e contestarne l’utilità? Quale messaggio vorreste lanciare a chi è scettico?

Sicuramente quello di approfondire i dati scientifici prima di divulgare informazioni errate, che poi incidono sulla vita dei nostri cari e dei nostri figli. La vaccinazione, per quanto mi concerne, è una tecnica assolutamente sicura, i cui profili di rischio sono significativamente inferiori a quelli della malattia. Nel caso specifico della meningite, poi, la vaccinazione è ancora più importante rispetto ad altre malattie, perché è un’infezione che non colpisce solo in seguito a contagio diretto, ma può essere scatenata anche da batteri usualmente presenti nell’ambiente, e può avere conseguenze molto gravi ed esiti letali. Questo vaccino è uno strumento di vita: negare le sue potenzialità è una condotta colpevole, che induce persone poco informate a privarsi di uno strumento di protezione sicuro. Io ho vaccinato le mie figlie con il nuovo vaccino e sono serena, perché ritengo di aver fatto la scelta giusta.

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