Celiachia, 5.256 casi in Sardegna
  • Mer, 12/02/2014 - 18:12

La celiachia è l’intolleranza alimentare più frequente negli esseri umani con una prevalenza stimata intorno all’1%, considerando sia la fascia degli adulti sia quella dei bambini. Nella popolazione italiana, che dai dati Istat del 2012 risulta essere 60.900.000, il numero teorico di celiaci dovrebbe essere circa 600mila contro i 148.662 effettivamente diagnosticati; in Sardegna, su una popolazione residente di 1.672.404, sono 5.256. I maschi sono risultati 1.214 contro 4.042 femmine, con un rapporto di uno a tre. Il dato, che si riferisce al 2012, si desume dalla Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, pubblicata dal ministero della Salute. Su un totale di 5.256 pazienti isolani, la maggior parte delle diagnosi effettute, 4.784, si riferisce ad adulti, 421 riguardano soggetti fino a dieci anni, 44 sono relative a bambini fino a tre anni e mezzo  e 7 interessano neonati, tra i sei mesi e un anno. Nell’anno finanziario 2012 il ministero della Salute, per il capitolo di spesa istituito per la somministrazione di pasti senza glutine nelle mense delle strutture scolastiche, ospedaliere e pubbliche, con apposito Decreto Dirigenziale n. 0043153 del 27/12/2012, ha autorizzato ed erogato, a favore delle Regioni e Province Autonome, la somma complessiva di 1.562.593 euro; alla Sardegna sono stati assegnati 30.239,28 euro.

I celiaci che in Italia si sono sottoposti ai test e che sono risultati positivi alla diagnosi di celiachia ad oggi sono 148.662, circa un quarto di quelli stimati se si considera che la prevalenza di questa malattia si aggira intorno all’1%. Nel 2012 in Italia sono risultate positive alla diagnosi di celiachia 148.662 persone, 2.862 in più rispetto all'anno precedente. Le regioni in cui si è rilevato un maggior numero di celiaci sono Lombardia, Lazio e Campania. Le donne affette dalla malattia sono più del doppio rispetto agli uomini: 104.334 contro 44.253. Il documento contiene le informazioni scientifiche, i dati epidemiologici, la mappa della rete di Presidi accreditati e dei Centri interregionali di riferimento che effettuano prevenzione, sorveglianza e diagnosi di celiachia, nonche' tutte le indicazioni utili per chi vuole approfondire questa tematica. L'unico strumento ad oggi disponibile per contrastare la celiachia è la rigorosa eliminazione del glutine dalla dieta possibile grazie ad un'ampia gamma di prodotti sostitutivi degli alimenti a base di cereali contenti glutine. "La garanzia di poter disporre di alimenti sicuri - si legge nella prefazione della relazione che porta la firma del ministro Beatrice Lorenzin - non è limitata al consumo casalingo, ma coinvolge anche la ristorazione nelle scuole, negli ospedali, nei posti di lavori, negli esercizi pubblici. Nel 2012, sul territorio nazionale sono state censite 39.184 mense (37.858 nel 2011), di cui 28.951 scolastiche, 3.823 ospedaliere e 6.410 annesse alle strutture pubbliche. La regione Lombardia con 6.087 mense risulta essere quella con il più alto numero".
 Altro punto molto importante nel settore della ristorazione, sottolineato nella relazione, è la formazione rivolta a ristoratori e ad albergatori. "Nel 2012 sono stati attivati - si legge nel documento - 882 corsi di formazione che hanno visto protagonisti ben 18.373 operatori del settore alimentare che, in modo diretto o indiretto, hanno a che fare con la manipolazione e la distribuzione di alimenti senza glutine.
 Analogamente è necessario sensibilizzare e formare anche la classe medica sulle più recenti procedure diagnostiche e terapeutiche. La maggiore consapevolezza e conoscenza della celiachia da parte dei medici, l'aumento della sensibilità della collettività e l'introduzione, nella pratica clinica routinaria di nuove tecniche diagnostiche, hanno aumentato il numero di diagnosi anche in soggetti celiaci asintomatici". Alla Sardegna sono stati assegnati 1.564,61 euro per per le attività di formazione e aggiornamento professionale sulla patologia.

Il ministro della Salute ha inoltre ricordato che "in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, ho in programma di riesaminare il "Documento di inquadramento per la diagnosi e il monitoraggio della celiachia e relative patologie associate", armonizzandolo con le nuove linee guida della European society of pediatric gastroenterology, hepatology and nutrition (Espghan) per la diagnosi della celiachia in età pediatrica e con le altre recenti acquisizioni della letteratura scientifica". La prevalenza di celiachia in età pediatrica risulta leggermente maggiore rispetto all'età adulta, con un valore di 1,25 per cento. La fascia d'età più colpita è quella che va dai 10 anni in su, essendo anche quella che maggiormente si sottopone alle indagini diagnostiche. "Tutelare il celiaco significa assistenza e prevenzione, miglioramento della qualità di vita ma anche contenimento della spesa sanitaria e quindi risparmio per tutti, una sfida quotidiana per un Sistema Sanitario Nazionale moderno ed efficiente", ha concluso Lorenzin.

 

Celiachia, impariamo a conviverci

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