Cardiologia aperta al Brotzu per la settimana del cuore
  • Lun, 10/02/2014 - 15:18

C'è anche l'ospedale Brotzu di Cagliari tra i centri che aderiscono alla quinta campagna nazionale di sensibilizzazione della Fondazione “per il Tuo Cuore” Onlus, dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), dedicata quest'anno alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa soprattutto nei giovani e negli sportivi. Dal 10 al 16 febbraio oltre 700 reparti di cardiologia aderenti alla campagna  "Al cuor non si comanda" saranno aperti in tutta Italia per incontri informativi, visite gratuite e iniziative educative. Telefonando al 45595 sarà inoltre possibile fare una donazione per sostenere la ricerca scientifica e le attività della Fondazione per la prevenzione della morte improvvisa. Dal 10 al 15 Febbraio nella postazione cardiologica nell’atrio dell’ospedale Brotzu medici e degli infermieri della SC di Cardiologia del Brotzu dalle 18.30 alle 20 saranno a disposizione per il calcolo del rischio cardiovascolare, per la rilevazione della pressione arteriosa e per fornire tutti i consigli per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Giovedì alle 17 nell'aula Atza della struttura di piazzale Ricchi si terrà l'incontro con gli atleti e le società sportive, per parlare delle più frequenti patologie cardiache negli atleti, dell'idoneità medico-sportiva e di come riconoscere e trattare una grave aritmia in campo, col direttore del reparto del Brotzu Maurizio Porcu e Marco Scorcu, medico dello sport. Venerdi alle 17 l'appuntamento è all'auditorium della Banca di Credito Sardo in viale Bonaria a Cagliari per l'incontro con la cittadinanza dal titolo "Le nuove frontiere nel trattamento delle malattie cardiovascolari" per discutere della diagnosi delle malattie cardiovascolari: come la tecnologia si fonde con la clinica, delle novità nel trattamento dell’infarto e dell’angina, di come si curano le malattie elettriche del cuore e del trattamento con catetere delle malattie delle valvole cardiache.

In Italia ogni anno sono 60mila le vittime di morte cardiaca improvvisa, di cui circa 1000 soprattutto fra i giovani e negli sportivi. Nell'80 per cento dei casi si tratta di atleti dilettanti o di minore livello agonistico ma non mancano le vittime note, da Piermario Morosini a Vigor Bovolenta. Tutte morti evitabili con la prevenzione: visite mediche approfondite, soprattutto in caso di familiarità o sintomi sospetti, e la disponibilità in stadi e centri sportivi di defibrillatori automatici e la conoscenza delle nozioni base di rianimazione cardiopolmonare da parte della maggioranza della popolazione. La campagna sarà sostenuta anche dalle squadre della Serie A del Campionato di Calcio, che il 16 febbraio dedicheranno alla “salute del cuore” la 24a giornata di campionato. A sostegno dell'iniziativa anche la Federazione Italiana Gioco Calcio attraverso il Commissario Tecnico della Nazionale Cesare Prandelli, che parteciperà alla realizzazione di uno spot come testimonial della Campagna. La “settimana del cuore” sarà inoltre l'occasione per una raccolta fondi da dedicare alla ricerca e alla prevenzione cardiovascolare: per tutta la settimana si potrà donare 1 euro inviando un SMS solidale al 45595 oppure 2 o 5 euro chiamando da rete fissa.

“La morte cardiaca improvvisa nei giovani è relativamente rara ma terribile, perché spezza una vita nel fiore degli anni – osserva Attilio Maseri, presidente della Fondazione “per il Tuo Cuore” - L'incidenza è più elevata in chi soffre delle cosiddette cardiopatie genetiche aritmogene, ovvero malattie su base genetica che possono provocare aritmie come la fibrillazione ventricolare, un'accelerazione del battito tanto rapida e tumultuosa da provocare un arresto cardiaco che non lascia scampo alla vittima. Fra queste cardiopatie vi sono problemi che purtroppo spesso non emergono in un controllo medico normale, non approfondito. Il primo, importante messaggio che cerchiamo perciò di diffondere con la nostra Campagna è l'importanza della pratica dell'attività sportiva associata alla prevenzione attraverso visite accurate: in Italia chi vuole svolgere attività sportiva dovrebbe sottoporsi ad un programma di screening con valutazione della funzione cardiovascolare attraverso elettrocardiogramma, se necessario ecocardiogramma, prove da sforzo e, nei casi dubbi o nei soggetti con una familiarità per malattie cardiovascolari, anche con esami più approfonditi. Il nostro Paese è all'avanguardia nei protocolli per le visite sportive, che hanno consentito di ridurre di quasi il 90% i casi di morte cardiaca improvvisa fra gli sportivi nell'arco degli ultimi anni. Tuttavia serve maggior consapevolezza nella popolazione e sicurezza nei centri sportivi, perché nonostante l'impegno e l'ottimo lavoro del CONI e della Federazione di Medicina dello Sport, non sempre lo screening sportivo è sufficiente e gli arresti cardiaci continuano purtroppo a verificarsi”, conclude Maseri.

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