Autismo, ecco il Babbaiola's Village
  • Mar, 18/02/2014 - 14:27

Una comunità pensata per persone autistiche e per i loro familiari che mira a fornire opportunità significative di lavoro, apprendimento e svago in un ambiente farm sicuro. Si chiama Babbaiolas' Village e nasce dall’incontro delle più importanti esperienze europee di cohousing e di autistic farm. In Sardegna il progetto è promosso dall’associazione Diversamente onlus che svolge la sua attività nell’Isola dal 2007 e oggi conta più di 120 iscritti. All’interno del Villaggio si intende garantire un insieme di servizi per le persone con autismo e per le loro famiglie. Verrà creata anche una speciale “accademy” suddivisa in due opzioni, la farm accademy e la handicraft accademy, grazie alla quale le persone autistiche potranno vedere valorizzate le loro abilità e potenzialità mettendole a disposizione dell'intera comunità. La residenza si propone come opportunità di aiuto reciproco, cercando di evitare la condizione di isolamento che spesso accompagna le famiglie nella disabilità. Ma sarà aperta a tutti. Dovrebbe essere realizzata entro tre anni grazie alla raccolta di fondi in corso dedicata esclusivamente al progetto. L'area deve ancora essere individuata: potrebbe essere a Sant'Isidoro, Quartucciu, oppure a Elmas, ma sono ancora in fase di trattativa. Pierangelo Cappai, presidente dell'associazione, spiega come la comunità residenziale potrà aiutare a combattere i fenomeni di auto-ghettizzazione e promuovere l'integrazione di famiglie con persone autistiche.

La vostra associazione sta promuovendo il progetto Babbaiola's Village. In cosa consiste?
Il Babbaiolas’ Village è un mix tra il cohousing (abitare condiviso) e l’autistic farm; esperienze abbastanza diffuse nel resto del continente europeo ma non in Italia. Consiste nel raggruppare più famiglie che reciprocamente si scelgono e che decidono di condividere i servizi per i propri figli garantendo loro un ambiente sicuro e al contempo libero.

Una comunità residenziale per famiglie con persone interessate da autismo, non pensate che possa rappresentare un limite all'integrazione anziché favorirla?
Al contrario la forza innovativa del progetto sta proprio in questo: il mutuo auto aiuto tra le famiglie, lo sforzo continuo per il progressivo aumento delle autonomie delle persone con autismo e l’utilizzo proficuo, anche a fini lavorativi, di tutte le loro potenzialità, permette di acquistare forza e sicurezza e di eliminare i fenomeni di auto ghettizzazione che si sviluppano nel momento in cui le famiglie vengono abbandonate al proprio destino.

Quante famiglie sono iscritte all'associazione Diversamente Onlus?
L’associazione è stata fondata il 31 luglio del 2007 da due genitori e da due operatori per cercare di portare avanti tutte le iniziative possibili per migliorare la qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie; in meno di un anno  i soci sono diventati circa 50 e dal 2010 sono abbondantemente sopra i 120. Sin dalla fondazione la nostra organizzazione ha fatto propri gli obiettivi della Carta dei Diritti delle Persone Autistiche inserendola direttamente nel proprio statuto e dal 4 maggio dello scorso anno è entrata a far parte ufficialmente, unica in Sardegna, della Federazione Autismo Europa.

Quanti bambini ci sono in Sardegna affetti da disturbo pervasivo dello sviluppo?
La proposta di legge regionale sull’autismo prevede l’istituzione di un registro regionale che al momento non esiste, non siamo quindi in grado di fornire il numero esatto di diagnosi presenti in Sardegna anche perché si parla sempre di bambini con autismo ma occorre ricordare che esistono tantissimi adulti con autismo anche se con la legislazione attuale sembra che raggiunta la maggiore età scompaiano inspiegabilmente e con essi i loro diritti. Le ultime statistiche dicono che un bambino su 88 (alcune arrivano a un bambino su 50) rientra tra i disturbi dello spettro autistico. In Italia sono oltre 500mila le persone coinvolte  e visto che non vi sono grosse distinzioni tra aree geografiche anche in Sardegna la percentuale dovrebbe essere quella.

Cosa succede in una famiglia a seguito di una diagnosi di autismo?
La diagnosi arriva oramai sempre più precocemente, i frequenti screening e la formazione sempre più avanzata di docenti e pediatri oltre a una maggiore consapevolezza delle famiglie, permette un intervento tempestivo. Avere una diagnosi di autismo in famiglia significa dover rivoluzionare la vita di tutti i componenti  adattandola alle esigenze, anche terapeutiche del familiare con autismo. Soprattutto in tenera età occorrono forti investimenti economici per le terapie che non sono fornite dal sistema sanitario pubblico o sono fornite in maniera insufficiente rispetto alle reali necessità  del bambino. Dal momento in cui si riceve la diagnosi inizia la guerra contro la burocrazia e contro le diverse istituzioni per veder riconosciuti i diritti minimi dei propri familiari. Dalla scuola alla sanità, dalle amministrazioni centrali a quelle periferiche la battaglia è continua e non ha mai termine.

Che tipo di supporto date come associazione?
La nostra associazione supporta le famiglie e le persone con autismo su diversi fronti. Abbiamo uno sportello di segretariato sociale e uno di supporto psicologico completamente gratuiti, organizziamo riunioni quindicinali tra i soci per stimolare il mutuo aiuto tra i familiari, organizziamo laboratori di arte terapia e musicoterapia, attività sportive e di pet terapy, da ormai quattro anni è attivo il nostro campus estivo specificatamente studiato per bambini con autismo e tante altre attività. Facciamo formazione nelle scuole e attività sensibilizzazione in generale.

Quali sono le strutture presenti nel territorio dell'isola in grado di affiancare famiglie, bambini e ragazzi?
Si può far riferimento principalmente al Centro per i disturbi pervasi dello sviluppo dell’Ospedale Brotzu di Cagliari diretto dal Giuseppe Doneddu, che è riconosciuto come centro di eccellenza non solo regionale ma a livello nazionale.

Donatella Masala

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