Asl 5 Oristano, programmazione sanitaria 2014-2016
  • Ven, 29/11/2013 - 13:40

Potenziare l'assistenza sanitaria sul territorio e rendere più efficiente quella ospedaliera, prestare maggiore attenzione al rapporto umano fra medico e paziente, promuovere i corretti stili di vita per prevenire le malattie. Sono queste le principali direttrici su cui si muove la programmazione sanitaria 2014-2016 dell'Asl 5 di Oristano.
Il documento, presentato mercoledì ai sindaci della provincia ed approvato oggi dalla Direzione Generale, traccia il percorso su cui sarà sviluppata l'offerta sanitaria del territorio nel prossimo futuro. Fra i punti più significativi dell'agenda Asl, è da segnalare l'introduzione di nuovi modelli organizzativi e strumenti di governo clinico che permetteranno di migliorare la qualità dei servizi ed impiegare le risorse in modo più efficiente.

In ambito ospedaliero sarà potenziata l'area chirurgica e sarà riprogettata quella medica, con la creazione di percorsi integrati ospedale-territorio. In questo senso, sarà importante l'attivazione delle Case della salute a Bosa e Terralba, l'apertura dell'hospice a Oristano per i malati terminali, le maggiori risorse a favore delle cure domiciliari e palliative e la realizzazione dei reparti di Cure intermedie negli ospedali di Bosa e Ghilarza, in cui saranno ricoverati i pazienti che hanno bisogno di un intervento assistenziale e riabilitativo a bassa intensità, in particolare di tipo geriatrico e di gestione delle patologie croniche. E' anche previsto un incremento della spesa per l'acquisto di beni sanitari, considerata l'entrata in funzione del nuovo padiglione Dea all'ospedale “San Martino”, e quella per la sanità penitenziaria, di recente passata in carico alle Asl, mentre saranno ridotti i costi della farmaceutica, dati i vincoli della spending review.

Un aspetto importante del miglioramento della qualità sanitaria passerà poi per la riqualificazione del personale, puntando in particolare su quella che oggi viene definita “medicina narrativa”: gli operatori sanitari seguiranno appositi corsi di formazione per imparare a interagire correttamente con il paziente. Proprio su questo tema il prossimo 4 dicembre si terrà un seminario al “San Martino”, con l'avvio di un anno di sperimentazione sulle “parole che curano”, come recita il titolo dell'evento. E sempre sul versante della comunicazione agiranno le campagne per la promozione dei corretti stili di vita: un settore fondamentale, quello della prevenzione, che viene spesso sottovalutato ed accantonato a favore di modelli che investono maggiormente sulla cura del paziente.

Per ciò che riguarda le risorse, la Asl prevede di movimentare circa 260 milioni di euro annui, che andranno ripartiti fra servizi e beni sanitari (che nel 2012 hanno inciso per una quota pari al 50% circa), personale (che ha pesato sul bilancio aziendale per il 36%) e beni e servizi non sanitari o altri costi (che occupano la restante fetta del 14%).

«La programmazione sanitaria per il prossimo triennio – spiega il Direttore Generale Mariano Meloni – è stata delineata tenendo conto delle specificità della nostra provincia, che risente di un alto indice di invecchiamento, più accentuato nelle aree di Ghilarza, Bosa e Ales, con un aumento delle malattie cronico-degenerative e della disabilità. Questo – prosegue il manager – inpone di ripensare l'assistenza sanitaria, rendendola meno ospedalocentrica e più territoriale o domiciliare, creando una rete assistenziale decentrata e capillare che risponda in maniera adeguata alle esigenze di una popolazione che invecchia, richiedendo per lo più cure a bassa intensità, ma costanti. I dati ci dicono che stiamo già riuscendo a migliorare, diminuendo il numero e la durata dei ricoveri: nel 2012 il tasso di ospedalizzazione era di 192,19 mentre nel primo semestre 2013 è sceso a 182,85. Di contro abbiamo rinforzato l'assistenza territoriale». A dirlo sono ancora una volta i numeri: le prestazioni domiciliari sono lievitate da 12.697 del 2011 a 13.266 del 2012, mentre quelle ambulatoriali sono passate da 19.424 a 19.970 nello stesso biennio. Con il segno più anche il numero di giornate trascorse dai pazienti nelle strutture di assistenza residenziale e semiresidenziale, che nel 2011 erano 6.619 del 2011, mentre l'anno successivo sono diventate 7.196. Infine, le giornate nelle Residenze sanitarie assistenziali, nei centri diurni e nelle case protette sono passate complessivamente dalle 59.183 giornate del 2011 a 64.176 del 2012: un trend, quello di deospedalizzate a favore del territorio, che rappresenta un importante indicatore di qualità.

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