Artrosi, l'osteotomia del ginocchio
  • Mer, 02/03/2016 - 14:35

L’artrosi del ginocchio è una patologia molto comune spesso invalidante. Fortunatamente anche se si tratta di una patologia degenerativa e che per questo non permette una guarigione con i soli farmaci ma solo un contenimento dei sintomi, ci sono delle nuove tecniche chirurgiche in grado di rallentarla o addirittura fermarla e risolverne i sintomi. 

Ora la tecnologia ci mette a disposizione nuovi materiali e soprattutto nuove tecniche chirurgiche in grado di offrire una soluzione definitiva. Queste tecniche spaziano dalle osteotomie della tibia al trapianto di cartilagine. Nella gran parte dei pazienti l'artrosi è dovuta a delle deviazioni assiali, ginocchio varo o ginocchio valgo che causano un’artrosi localizzata da una sola parte dell’articolazione lasciando la rimanente parte ancora sana. In questi casi sono indicate le osteotomie di tibia. Questo intervento permette di riallineare l'asse, correggendo il ginocchio varo o valgo spostando il peso del corpo sulla parte del ginocchio ancora vitale aiutando la cartilagine degenerata a recuperare la sua funzione ed evitare la protesi di ginocchio. Le tecniche per praticare l’osteotomia si sono evolute nel tempo e sono oggi giorno a un livello di precisione pressoché totale. In passato si sono utilizzate delle placche per mantenere in asse l’osteotomia ma queste non garantivano un allineamento preciso. Ora ci si può affidare a tecniche mini invasive con l’utilizzo di fissatori esterni computerizzati che permettono di ottenere risultati notevolmente superiori.

Questo intervento ha dimostrato di dare risultati di molto superiori alla protesi consentendo un miglior recupero della funzione. Un altro vantaggio di questa nuova tecnica è il minor rischio operatorio dato dalla natura mini invasivi della procedura e dal fatto che le perdite di sangue sono minime. I tempi di ospedalizzazione sono anch’essi notevolmente ridotti e si aggirano attorno ai 3-4 giorni massimo contro ai 5-15 in caso di protesi.

Se invece il difetto cartilagineo è localizzato a un’area precisa e di dimensioni contenute, è indicato il trapianto di cartilagine. Anche questa procedura ha ottimi risultati a lungo termine, ma mentre l’osteotomia non ha in pratica limiti di età, quest’ultima procedura è maggiormente indicata nei pazienti più giovani.

Daniele Pili

 

Daniele Pili, chirurgo ortopedico specializzato nella chirurgia ricostruttiva degli arti e nella chirurgia di anca e ginocchio. Opera a Cagliari, Milano e Lecco.

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