Arte e scienza, la visione di Kandel
  • Lun, 27/03/2017 - 16:10

Artisti e scienziati legati a doppio nodo sul filo del riduzionismo. Amante dell'arte, appassionato di cervello Eric Richard Kandel ha stregato Cagliari con la sua lectio magistralis dal titolo “Reductionism in Art and Brain Science” (Il riduzionismo nell’arte e nelle neuroscienze) che si è tenuta questa mattina nell’Aula magna del Rettorato, in via Università 40 a Cagliari. Una magia a doppio senso visto che lo scienziato è rimasto completamente affascinato da Cagliari, dalla visita magica della città bianca di chiese e natura, un binomio che, a detta del neuroscienziato statunitense, la rende più vicina al paradiso di qualunque altra città del mondo. Artisti e scienziati legati dalla creatività, creatività ed esperienza che lo hanno reso il primo psichiatra statunitense ad aver vinto il premio Nobel per la Medicina, conseguito nel 2000 per gli studi effettuati sulle basi fisiologiche della conservazione della memoria nei neuroni. Neurologo, psichiatra e neuroscienziato statunitense, Kandel è professore di biofisica e biochimica alla Columbia University dal 1974, ed è uno dei maggiori neuroscienziati del XX secolo. 

"The big sinner", il grande peccatore delle scienze. Disobbedì a Cartesio sfidando il suo anatema “non c’è peccato più grave del considerare l’anima delle bestie consimile alla nostra"  con i suoi studi sulla Aplysia. Così l'amico e collega Gian Luigi Gessa, professore emerito di Farmacologia e Medaglia d’oro al merito della Sanità pubblica, ha definito il Premio Nobel per la Medicina Eric Richard Kandel nel corso della presentazione del secondo dei Seminari culturali promossi dal Rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, che si è tenuto questa mattina. Una lezione affollatissima che ha catalizzato l'attenzione di studenti, professori ed esperti, riuniti in massa in Rettorato per l'occasione. 

Classe 29, Kandel è nato in Ucraina da genitori ebrei, ha vissuto a Vienna all'inizio della prima Guerra mondiale e nel 1939 è stato costretto a emigrare con la sua famiglia negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali istituite dal Terzo Reich. Kandel ricorda perfettamente l'anno passato a Vienna sotto il regime nazista, ed è consapevole che le esperienze di quel periodo l'abbiano spinto ad interessarsi agli studi della mente, del comportamento e dell'imprevedibilità delle persone, delle contraddizioni e complessità delle azioni umane. 

Affascinato dal cervello e da tutto quello che la mente può ancora svelare, con l'approccio riduzionista ha sfidato il gotha mondiale della scienza con i suoi studi sull'Aplysia californica, la lumaca marina dell'isola di Catalina. Cercando e ricercando ha trovato la verità: la memoria nei suoi meccanismi è universale. Ma non è tutto. "Ogni semplice comportamento può essere modificato dalla conoscenza, dall'imparare cose nuove. Le sinapsi sono plastiche e vengono modificate dall'esperienza". 

 

Sul bombardamento di informazioni della società odierna mette il freno: "Non è tutto positivo, sta a noi decifrarle decodificarle e tenere solo quelle che realmente sono utili". Ai giovani di oggi "per tenere il cervello in allenamento consiglia di prendere lo studio seriamente e trarre piacere da quello che fanno". E invita gli insegnanti "a rendere le lezioni e l'insegnamento più appetibile per gli studenti". 

Alle 17 nella Sala Congressi della Facoltà di Medicina, alla Cittadella Universitaria di Monserrato, Kandel terrà una joint lecture sul tema “The Gateway Hypothesis of drug abuse: developmental, biological and societal perspectives” (L’‘ipotesi gateway’ dell’abuso del farmaco: sviluppi evolutivi, biologici e sociali). L’incontro sarà moderato dai professori Walter Fratta e Paola Fadda, dell’Università di Cagliari, con i quali da tempo porta avanti alcuni progetti di ricerca scientifica sull'abuso delle droghe. "E' importante evitare l'abuso di droghe  pesanti. Si possono magari gustare birra e alcolici, come faccio io, ma sempre con moderazione. E' importante non abusare di queste sostanze, sapere che non risolvono i problemi e per risolvere situazioni esistenziali ci sono altri strumenti, come ad esempio la psicanalisi. Io sono qui per collaborare con Paola Fadda a questo progetto sulla marijuana, che è notoriamente una droga di transizione che viene usata spesso prima di ricorrere ad altre sostanze più pesanti. Lo scopo del nostro studio è capire questo meccanismo e soprattutto scoraggiare il passaggio alle droghe più pesanti". 

Francesca Cardia

 

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