Ales e Terralba, attivi gli ambulatori di cure palliative
  • Mer, 14/10/2015 - 12:56

Accompagnare i pazienti affetti da malattie croniche inguaribili, evolutive o terminali in un decorso che sia il meno possibile doloroso, con l'obiettivo di migliorarne la qualità della vita, facendo attenzione non solo ai bisogni fisiologici, ma anche a quelli psicologici e relazionali della persona malata e della sua famiglia. Si chiamano cure palliative e sono l'insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali mirati alla cura globale di soggetti la cui patologia, caratterizzata da un'evoluzione inarrestabile, non risponde più a un trattamento specifico: ora anche ad Ales e Terralba sarà possibile beneficiare di queste terapie grazie all'attivazione di appositi ambulatori di cure palliative. Aperti in via sperimentale da giugno nei poliambulatori cittadini, i servizi operano oggi a regime, con accesso settimanale su prenotazione tramite CUP (Centro Unico di Prenotazione) previa impegnativa del medico di medicina generale o dello specialista.

«In passato i pazienti del basso Oristanese che avevano necessità di questo tipo di cure, a meno che non le ricevessero a domicilio, dovevano recarsi nell’ambulatorio di cure palliative dell'ospedale “San Martino” – spiega Giorgio Piras, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Anestesia e Rianimazione e coordinatore aziendale della Rete di Cure palliative – Oggi invece, grazie all'attivazione dei due nuovi ambulatori territoriali, un ampio bacino di popolazione, finora scoperto da questo servizio, può fare riferimento ai più vicini centri di Ales e Terralba». Si tratta di un'innovazione che accorcia le distanze fra i servizi socio-sanitari ed il paziente, un paziente che, dato il precario stato di salute, risente in maniera particolare delle trasferte.

Ma qual è l'identikit delle persone che si rivolgono agli ambulatori di cure palliative? «Tradizionalmente – chiarisce Piras – quando si parla di cure palliative si pensa al malato oncologico. Certamente questi pazienti vengono presi in carico, ma non solo: possono accedervi anche soggetti affetti da malattie terminali cardiologiche, respiratorie, sclerosi laterale amiotrofica (Sla) ed altre ancora». In realtà, l'ambizione dell'ambulatorio di cure palliative è più complessa. «Qui l'approccio è multidisciplinare: non viene curata la malattia, ma ci si prende cura della persona nella sua globalità – prosegue il coordinatore della rete – Per questo, l'equipe coinvolta nell'ambulatorio va dall'anestesista all'oncologo, dall'infermiere specializzato nelle cure palliative allo psicologo, dall'assistente sociale al medico di medicina generale, al pediatra, al terapista della riabilitazione: più figure professionali, di volta in volta, collaborano nell'assistenza al malato a seconda delle sue necessità specifiche».

L'attivazione degli ambulatori di Ales e Terralba, che si affiancano a quelli già esistenti negli ospedali di Oristano, Ghilarza e Bosa, arricchisce l'offerta sanitaria della Asl 5 nel campo delle cure palliative, ma non la esaurisce. «La rete delle cure palliative, che è ancora in fase di costruzione nella nostra Azienda – afferma il dottor Piras – si comporrà di una serie di differenti modalità assistenziali mirate a garantire la più adeguata assistenza al paziente e alla sua famiglia. Oggi le cure palliative vengono erogate a domicilio o presso i cinque ambulatori attivi sul territorio (nei tre ospedali e nei poliambulatori di Ales e Terralba). Nel prossimo futuro a completare il panorama ci sarà anche l'hospice di Oristano». Una filiera che prenderà in carico il paziente, accompagnandolo nel decorso della malattia fino alla delicata fase del fine vita.

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