Al Monzino crioenergia di ultima generazione per la fibrillazione atriale
  • Gio, 10/09/2015 - 16:24

Il Centro Cardiologico Monzino è il primo ospedale in Italia ad applicare la crioenergia di ultima generazione al trattamento della fibrillazione atriale, il disturbo del ritmo cardiaco più frequente nella popolazione, anche giovane, per cui l’IRCCS milanese è un punto di riferimento nazionale e internazionale.

L’équipe di Aritmologia, guidata dal Prof. Claudio Tondo, ha eseguito la prima procedura di ablazione con il nuovo “Criopallone”, un catetere innovativo che promette di migliorare l’efficacia dell’ablazione transcatetere a freddo nel trattamento della fibrillazione atriale. «Grazie a una tecnologia innovativa, la nuova metodica permette di semplificare e rendere più veloce la procedura» - spiega Claudio Tondo - «La crioablazione, che pratichiamo al Monzino da alcuni anni, consiste nel raggiungere per via venosa, con un sottilissimo catetere, l’atrio sinistro del cuore e introdurre in corrispondenza degli ingressi delle vene polmonari, dove si trovano i maggiori focolai di fibrillazione, un minuscolo palloncino (28 mm di diametro) che viene gonfiato e raffreddato tra - 35° e - 50° C per tre-quattro minuti. In questo modo l’area malata viene “ibernata” e isolata dal resto del tessuto cardiaco. La novità del Criopallone di ultima generazione è che permette al medico di vedere “in diretta” l’esito dell’applicazione e quindi di ottimizzarla in tempo reale, riducendo i tempi procedurali e aumentando le chances di successo per il paziente».

L’ablazione transcatetere è indicata nel trattamento di oltre il 60% per cento dei pazienti con fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco in cui gli atri si contraggono rapidamente e caoticamente e i ventricoli si riempiono meno efficacemente, causando una perdita di funzionalità cardiaca pari al 30 per cento. Con circa 400.000 pazienti in Italia e 60 mila nuovi casi ogni anno, la fibrillazione atriale rappresenta la più comune forma di aritmia, oltre che uno dei maggiori fattori di rischio dell’ictus: «Credo non ci sia abbastanza coscienza di quanto la fibrillazione atriale, oltre ad avere un impatto negativo sulla qualità di vita della persona, aumenti il rischio di incorrere in un episodio trombo-embolico, per questo non dobbiamo stancarci di ripeterlo», sottolinea il Prof. Tondo. E aggiunge: «Chi soffre di crisi recidivanti di fibrillazione atriale può avere un rischio tromboembolico annuale anche di 5-6 volte più elevato rispetto a soggetti in ritmo cardiaco regolare. Pertanto, la documentazione e il possibile trattamento tempestivo della fibrillazione atriale, assume una notevole rilevanza clinica e sociale».

La divisione di Aritmologia del Centro Cardiologico Monzino esegue ogni anno oltre 2.000 procedure di ablazione e, prima in Italia, ha messo a punto un percorso specifico dedicato alla fibrillazione atriale, anche per i casi cronici e recidivanti. Al Monzino il paziente con questa patologia può contare su un team multidisciplinare dedicato, che integra le competenze di aritmologi, cardiochirurghi, cardiologi, specialisti di imaging cardiaco, all’interno di un percorso diagnostico e terapeutico strutturato per garantire a ognuno le più avanzate modalità di trattamento disponibili a livello mondiale.

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