Adulti e sport: istruzioni per l'uso
  • Mer, 26/03/2014 - 12:06

 

Gli adulti e lo sport: istruzioni per l’uso

Un'attività fisica regolare favorisce lo sviluppo armonico dell’organismo e la crescita di tutti gli organi ed gli apparati. Lo sport ha importanza basilare per un sano stile di vita poiché abitua all’igiene del corpo (alimentazione sana, sonno regolare, cura igienica) condizionando il benessere fisico fino alla terza età.

E' importante definire dei concetti basilari. Cosa si intende per attività fisica, fitness, vita attiva?

L’attività fisica si può definire come qualunque sforzo esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che produce un consumo energetico superiore allo stato di riposo. Il fitness è quella forma di attività fisica che favorisce la salute e la capacità funzionale senza rischio o danni per l’organismo. La vita attiva è uno stile di vita che integra l’attività fisica nella routine quotidiana per almeno una mezz’ora al giorno con attività di moderata intensità.

E’ giusto ricordare che oggi bassi livelli di attività fisica sono tra le cause più importanti dell’obesità, quindi l’attività fisica ha un ruolo fondamentale nel mantenimento di un peso adeguato e nel prevenire patologie come il diabete, tumori e malattie cardiovascolari. Lo sport accresce e mantiene la salute del sistema muscolo-scheletrico e riduce il declino del corpo causato dall’avanzare dell’età. Negli anziani l’attività fisica contribuisce a mantenere la forza muscolare, l’elasticità e la reattività, aumentando l’autonomia personale e riducendo il rischio di cadute e di conseguenza il rischio di fratture.

Lo sport previene l’osteoporosi con attività sotto carico, come correre e saltare (che stimolano il turn over dell’osso spongioso e trabecolare). Risulta fondamentale per lo sviluppo del patrimonio osseo degli adolescenti e per le donne di mezza età.

E' bene anche ricordare che la vita sedentaria può condurre alla cosiddetta malattia ipocinetica caratterizzata da ridotto trofismo dei muscoli scheletrici, alterazione di organi ed apparati, scarsa capacità aerobica, scarsa condizione motoria, asma e dispnea da sforzo, ipertensione, aterosclerosi, obesità, iperalimentazione.

Attualmente però gli ambulatori degli ortopedici sono frequentati sempre più da sportivi non più giovanissimi, over 40 (adulti). Sono spesso adulti che andando ben oltre l’attività consigliata per avere un buon benessere fisico, consciamente o no, finiscono in attività cosiddette “overuse” (usuranti per l’organismo) che agevolano il processo di invecchiamento degenerativo delle cartilagini articolari, esponendosi pertanto a patologie da sovraccarico con una artrosi che potrebbe condizionare l’attività fisica sportiva della terza età.

L’artrosi è una patologia della cartilagine ialina. La cartilagine ialina è il rivestimento traslucido che ricopre le articolazioni con uno spessore che va da 1mm a 6 mm e si comporta come una spugna, si nutre delle sostanze presenti nel liquido sinoviale (il lubrificante articolare prodotto dalla sinovia) con i movimenti di compressione rilascio, che avvengono con il carico­ non carico.

L’attività sportiva eseguita con raziocinio e rapportata alle caratteristiche fisiche del soggetto promuove il mantenimento del suo trofismo (nutrimento) che si traduce in maggiore capacità di ammortizzare i carichi (come avere sempre i pneumatici nuovi) e migliora l’elasticità articolare.

Le eccessive sollecitazioni a loro carico (carico assiale ciclico) danneggiano le cartilagini provocandone un assottigliamento, riducendo così la loro capacità di ammortizzare i carichi sull’osso sottostante che, per ridurre la pressione, aumenta la superficie e va incontro ad artrosi (da overuse).

Quindi il dilemma è quanto e che sport dobbiamo fare? Fino a quando fa bene?

La risposta arriva dalla World Health Organization. Il grafico ci indica i confini che il paziente adulto deve conoscere. L'adulto, dopo essere stato edotto sui rischi ai quali è esposto il suo fisico con la frequenza e durata di alcune discipline, avvalendosi della consulenza dello specialista ortopedico o medico sportivo, può scegliere con consapevolezza come gestirsi. L’atleta over 40 deve essere pertanto informato sulle patologie ortopediche alle quali si espone e che possono poi condizionare le attività nell’ultima stagione della vita come artrosi precoce, tendiniti, fratture da stress, algoneurodistrofia, danni cartilaginei, osteonecrosi.

Il grafico mostra il beneficio che deriva dall'attività moderata come camminare e passeggiare quotidianamente per alcuni minuti o ore, fare corsa moderata per meno di 30 minuti al giorno, fare esercizi per il benessere modesti o vigorosi per 3 volte a settimana per meno di 20 minuti. Rappresentano invece un rischio per gli arti le attività come la corsa per agonismo più di 3 volte la settimana per più di 20 minuti.

Il consiglio per tutti è fare sport, chiaramente previo accertamento di un buono stato di salute con una visita medico-sportiva, valutazione cardiologica e visita ortopedica per rilevare eventuali controindicazioni rispetto ad alcuni tipi di sport, perché fa bene al fisico e alla mente.

 

Per concludere
Occorre sapere che giocare a calcetto e basket per più di 1 ora al giorno con frequenza superiore alle 2 volte settimanali è sconsigliato in quanto potrebbe essere nocivo per le cartilagini. Il tennis in singolare così come il nuoto praticato per per più di 4 ore a settimana non può essere considerato fitness. Le corse agonistiche, il calcio, la pallavolo e rugby non rientrano nello sport per la salute. Bisogna sapere che questi ultimi sono altamente traumatizzanti ed è sconsigliato anche iniziarli a tarda età, a differenza del tennis, del nuoto e della bici. Si deve, però, avere piena libertà di scegliere di fare agonismo anche in età adulta ma deve essere fatta consapevolmente, sapere che spesso non si tratta di Fitness e si deve ponderare uno sport confacente alle proprie peculiarità fisiche.

Fare sport libera dopamina ed altri ormoni positivi che danno assuefazione e questo a volte porta a vedere atleti adulti dipendenti che aumentano nella loro preparazione i carichi di lavoro oltremisura, compromettendosi poi la possibilità di fare sport per tutta la vita come auspicabile a tutti, perché hanno usurato le cartilagini e sono diventati poliartralgici.

 

 

Gianfranco Puddu, medico ortopedico e traumatologo, ha maturato una esperienza ventennale in traumatologia sportiva (medico sociale della Figurella A2 pallavolo Firenze nel 2000 e 2001, Interregionale di calcio: Lanciotto di Campi Bisenzio  dal  1999  al  2001  e  Villacidrese  nel  2002,  tutt’ora  Consulente  Guspini calcio, del Tc Guspini e Villasor, ASD Triathlon Villacidro dal 2007). 

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