A 13 anni con la talassemia: il tema-appello di Michele
  • Mer, 30/07/2014 - 13:22

“A volte mi domando perché Dio mi ha fatto nascere così, mamma si commuove, molte volte da' la colpa a se stessa perché i miei genitori sono portatori sani di anemia mediterranea e quindi può nascere un bambino talassemico. Mamma però mi dice che Dio ha un disegno per ognuno di noi e che non dobbiamo deprimerci mai e continuare a testa alta. Allora ho capito che non mi devo arrendere mai e devo vivere la mia vita sereno e tranquillo... Per questa patologia tendo ad assentarmi spesso da scuola. Ci sono dei giorni in cui devo fare la trasfusione: mi iniettano un ago in vena per trasfondermi del sangue. Una cosa, che sono costretta a fare ogni 15 giorni, che può durare tanto: io vado alle 9 del mattina e finisco alle 2 del pomeriggio. Essa comporta mancare molto spesso a scuola perché oltre alle trasfusioni faccio anche molte visite e prelievi. Queste cose mi fanno sentire a disagio con gli altri, ma non perché sono talassemico, ma perché manco molto a scuola e a volte mi sento stupido perché venendo poco a scuola molte cose non le so. Quando al Centro Trasfusionale non c’è sangue e devo aspettare per fare le trasfusioni, per me diventa veramente difficile e faticoso andare in bicicletta e giocare fuori con i miei amici”.

Si chiude con queste parole il tema di italiano che ha concluso l’anno scolastico di Michele, tredicenne di Olbia che frequenta una terza media in città. Un tema che ha commosso la professoressa ed è stato letto in classe ai suoi compagni; una lettera aperta che altro non è che un accorato appello, fatto da un bambino talassemico, che aspetta le trasfusioni “perché non potete capire la debolezza che mi può portare la mancanza di sangue”, scrive nel suo tema.

In questo particolare periodo in cui le scorte di sangue alla Asl di Olbia sono minime, la lettera di Michele diventa un invito per aiutare tutti i talassemici, seguiti dal Centro Trasfusionale della Asl 2 e di tutta la Sardegna, a vivere una vita uguale agli altri.

“Michele non è stupido, tutt’altro”, spiega Maddalena Lendini, direttore del Centro Trasfusionale della Asl di Olbia, “è un giovane che sin dalla nascita ha dovuto lottare con la talassemia e che, insieme a noi, cerca di affrontarla. Una malattia che, se ben gestita, consente di vivere una vita normale. Il compito di noi operatori sanitari è quello di aiutare i nostri pazienti in questo percorso. Per far questo, però, abbiamo costantemente bisogno dell’aiuto di generosi donatori che giornalmente fanno la propria donazione e consentano a Michele e a numerosi pazienti di vivere una vita normale”. La Asl di Olbia invita anche chi non dona abitualmente e i turisti ad avvicinarsi alla donazione: “Un grande gesto di altruismo, in grado di salvare la vita umana”, conclude la Lendini.

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