“Vaccinare o No”, a Olbia un convegno per saperne di più
  • Ven, 30/05/2014 - 13:11

“Vaccinare o No”, è questa la domanda che spesso, soprattutto i neogenitori, si pongono prima di sottoporre i propri figli ai vaccini. “Per questo è necessario sviluppare proposte vaccinali e percorsi comunicativi efficaci e condivisi in grado di generare nella popolazione scelte consapevoli”. Parola di Tonino Saba, direttore del Servizio di Igiene Pubblica della Asl di Olbia che ha organizzato l’evento dal titolo “Piano nazionale vaccini, vaccinazione consapevole e inadempienza vaccinale”.

Il Servizio di Igiene pubblica della Asl di Olbia promuove la prevenzione quale strumento di protezione e di immunizzazione della popolazione: “tenere alte le coperture di tutte le  vaccinazioni, in particolare quelle rivolte ai bambini, consente di prevenire le malattie e proteggere la loro salute e quindi la vita”, spiega Saba. “I vaccini hanno cambiato la storia delle malattie infettive: sono  risultati determinanti nella riduzione in molte parti del mondo della mortalità e morbosità di alcune malattie, come il vaiolo (ormai scomparso), o in ambito europeo, il Polio, limitata ormai solo ad alcune zone non coperte da campagne vaccinali”.

I temi inerenti le modalità e le difficoltà nella pratica vaccinale, verranno discussi sabato 31 maggio 2014, durante il confronto organizzato dal Servizio di Igiene e Sanità pubblica della Asl di Olbia, a cui prenderanno parte esperti nazionali e regionali in campo medico-epidemiologiche, giuridico, farmacologico e della comunicazione.

Al convegno è prevista la partecipazione di Barbara De Mei, del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore della sanità; Lorenzo Montrasio, dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa); Marta Lombardi, pubblico ministero del Tribunale dei Minori di Torino e Aosta; Paolo Castiglia dell’istituto di Igiene dell’università di Sassari e componente del “board” vaccini della Società italiana di Igiene; Antonio Ferro, del dipartimento di Prevenzione della Ussl7, che parlerà dell’esperienza della Regione Veneto, dove dal 2008 è stato sospeso l’obbligo vaccinale e dove però non si è riscontrata una riduzione dell’adesione degli utenti all’offerta vaccinale attiva e gratuita promossa dal servizio sanitario regionale. Coordineranno i lavori Alessandro Maida, direttore dell’Istituto di Igiene dell’Università di Sassari e Rettore dell’Ateneo, e Ida Mura, attuale direttore dell’Istituto.

“Faremo il punto sulla nostre organizzazioni e sui nostri comportamenti di lavoro, così da rilevarne eventuali deficit e inadeguatezze, nell’intento di comprendere potenziali relazioni con il fenomeno della resistenza alla vaccinazione che vogliamo quantificare nella sua dimensione regionale”, spiega Saba.

“In Italia le vaccinazioni di massa hanno pressoché eliminato la difterite  e reso rare malattie come tetano, epatite B, haemophilus influenzae di tipo B. Inoltre, della pertosse, del morbillo rosolia e parotite, abbiamo registrato una sensibile diminuzione. Tutto ciò anche nel nostro territorio in cui da anni abbiamo messo a regime un’attività vaccinale che ha consentito di estendere la vaccinazione al 90-95% della popolazione bersaglio contro la polio, l’epatite B, la difterite, il tetano, il morbillo, la parotite e la rosolia; ma anche per la pertosse, lo haemophilo, di tipo b, la parotite ed il pneumococco, la copertura si aggira intorno al 90%, così come per il meningococco del sierotipo C, mentre le coperture vaccinali contro il carcinoma della cervice uterina attraverso il vaccino anti HPVirus è vicina all’80%”, spiega Saba, che aggiunge come la Asl di Olbia “punta ad ottenere buoni risultati anche con il vaccino contro la varicella e, anche se somministrato su base volontaria, contro il meningococco del sierotipo b”.

Nonostante questi risultati, anche a Asl di Olbia non è però immune da qualche anno al “progressivo aumento del rifiuto a vaccinare i propri figli da parte di non pochi genitori, i quali sostengono argomentazioni recuperate sulla “rete” che, senza un supporto scientifico adeguato, parlano di un’inefficacia vaccinale o, addirittura, di una pericolosità della vaccinazione spesso associata all’insorgere di alcune malattie, come per esempio l’autismo”.

“Per meglio comprendere e misurare il fenomeno di questa resistenza abbiamo sentito il bisogno di organizzare questa tavola rotonda, anche a fronte del dramma che ha recentemente colpito una famiglia residente a Olbia, la cui piccola di dieci mesi è deceduta a causa di una sepsi meningococcica da meningococco di tipo B, una malattia temuta ma prevenibile con la vaccinazione, anche se non inserita nei programmi vaccinali e non entrata nel “comune sentire” preventivo della popolazione. La vicinanza di questi episodi dovrebbe riportare i decisori, sia genitori in ambito familiare che i decisori in ambito istituzionale, ad una visione più attenta del problema, supportati, in questo, da un adeguato sostegno soprattutto rivolto ai genitori, nell’intento di superare dubbi e paure immancabilmente presenti di fronte ad una pratica percepita come a “rischio sanitario”. I genitori dovrebbero non dimenticare i rischi a cui sottopongono i loro figli e la comunità con il loro rifiuto; mentre i decisori istituzionali dovrebbero favorire la disponibilità dei vaccini di sicura efficacia alla popolazione esposta al rischio infettivo. I vaccini, infatti, rimangono decisivi ai fini della salute, proprio per il rapporto favorevole costo/efficacia dimostrato: costano relativamente poco in rapporto ai costi clinici che evitano prevenendo la malattia o riducendone le complicanze, per non parlare dei costi sociali cui sono sottoposti i soggetti e le famiglie colpite”.

L’incontro su  “Il fenomeno della inadempienza alla vaccinazione i gruppi antivaccinazioni”, è in programma per sabato 31 maggio, nella sala conferenze dell’Expo, in via Porto Romano a Olbia, con inizio dei lavori alle 9, mentre la tavola rotonda è in programma dalle 15.20 alle 17.

Alla conclusione del convegno sarà stilato un documento condiviso da tutti i relatori che verrà inviato all’Assessorato Regionale alla Sanità.

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